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  1. Tech
    Giallo Zafferano e Pianeta Mamma, del Gruppo Mondadori, sono stati premiati ai Macchianera Internet Awards 2017, gli oscar della rete dedicati ai migliori siti e influencer italiani, nonché le pagine social più creative e interessanti secondo le valutazioni degli internauti, chiamati a esprimere le loro preferenze tramite una consultazione web.Giallo Zafferano, il sito che dal 2006 fa cucinare gli italiani, con 42.040 voti ha conquistato il primo posto per la categoria del “Miglior sito Food”. Un ulteriore riconoscimento per la storia di successo del brand con 5,6 milioni utenti unici sul web (fonte: Audiweb Total Digital Audience, media gennaio-luglio 2017) e 5,4 milioni di fan su Facebook, che quest’anno ha portato la sua forza anche in edicola con il mensile Giallo Zafferano, il primo magazine di cucina in Italia e in Europa nato da un sito. Chiudono la top 5 dei siti di cucina altri due brand del Gruppo, Cook Around e Sale&Pepe.                                                                                                    Ai Macchianera Internet Awards 2017 si è contraddistinto anche Pianeta Mamma – il sito punto di riferimento per le mamme, chi aspetta un figlio o sta cercando una gravidanza – che è stato valutato “Miglior sito per Genitori e Bambini” con 20.189 preferenze. Nato nel 2008, Pianeta Mamma raggiunge ogni mese 605 mila utenti unici (fonte: Audiweb Total Digital Audience, media gennaio-luglio 2017) e una fan base su Facebook di 362 mila utenti, grazie a servizi e contenuti che aiutano e accompagnano le donne nell'esperienza della maternità: consigli degli esperti, storie delle altre mamme, video-tutorial e suggerimenti utili per tutta la famiglia.Tra i premiati di questa edizione inoltre, vince la categoria del “Miglior sito Cinematografico” i400Calci, sito ospitato da Altervista, la piattaforma del Gruppo Mondadori leader per la creazione di blog e siti web, con oltre 2,5 milioni di siti e blog ospitati dalla sua fondazione e 600 nuovi siti web creati ogni giorno.  Zingarate, il sito che racconta il bello di viaggiare, attraverso le parole e le immagini di chi viaggia, entra invece nei 10 migliori siti di viaggi grazie alle preferenze espresse dagli utenti. Si classifica infine tra i finalisti per il “Premio al Miglior Foodblogger” anche Misya, sito partner di Donnamoderna.com.
  2. Mamme
    Non sono poche le mamme che, durante l'ultimo anno di scuola materna, avvicinano i figli alla lettura e alla scrittura. Alcune, addirittura, impartiscono vere e proprie lezioni a bambini non ancora seienni. Ma imparare a leggere e a scrivere prima della scuola primaria è consigliabile? Oppure si rischia di commettere persino qualche "danno"?Per fare chiarezza, abbiamo chiesto il parere di Antonella Meiani, maestra molto amata e autrice del libro "Tutti i bambini devono essere felici" (Terre di mezzo Editore).Appagare una curiosità, senza mai forzarliA volte i bambini manifestano il desiderio di scrivere e/o di leggere già durante la scuola materna. O, a volte, sono le mamme a forzare questo tipo di pre-apprendimento, con la speranza che i figli possano poi trovarsi in qualche modo avvantaggiati una volta giunti sui banchi di scuola.«Se è il bambino che manifesta il desiderio di leggere o di scrivere qualcosa (dal proprio nome alle parole che più lo incuriosiscono), ben venga. I genitori possono mostrargli come scrivere o leggere lettere e parole, lasciandolo poi libero di sperimentare. Ma se sono i genitori a insistere perché il bambino legga e scriva prima dell'ingresso alla scuola primaria, il discorso cambia. Infatti, al centro di tutto va sempre messo il bambino. Dunque, i figli non andrebbero mai forzati a leggere o a scrivere prima del tempo. Se esprimono curiosità e chiedono di imparare, invece, non vi è ragione per tarpar loro le ali. Diciamo che può succedere, però, che bambini già capaci di leggere e scrivere i primi mesi di scuola possano annoiarsi. In questi casi, spetta all'insegnante trovare il giusto equilibrio assegnando loro compiti particolari. È anche vero che, partendo tutti da uno stesso punto, la classe riesce a trovare più facilmente un suo "ritmo"» spiega Antonella.Lettura e scritturaCome precisa Antonella Meiani, vi è poi una sostanziale differenza tra lettura e scrittura in tal senso.«Una volta che si sa leggere, si è imparato a leggere. Invece, per imparare a scrivere è necessario seguire un metodo. E questo tipo di metodo è diverso da insegnante a insegnante. Se una mamma o un papà insegnano al bambino a scrivere prima di andare a scuola, quest'ultimo potrà poi trovarsi di fronte a un metodo (quello della maestra) diverso dal metodo usato dai genitori. Tutto ciò può generare confusione nel bimbo e, in generale, all'interno della classe. Quindi, consiglio di affidare l'apprendimento della scrittura all'ambito della scuola primaria» continua Antonella.«Se nella classe sono presenti bambini che sanno già leggere o scrivere, la maestra dovrà armonizzare i talenti creando un equilibrio: soprattutto, evitando che questi bambini tendano a "scavalcare" gli altri» ci spiega Antonella.Rispettare le diverse etàVi è, poi, un ulteriore aspetto da considerare quando si valuta l'opportunità di insegnare a un bambino della materna a leggere o a scrivere.«Imparare a leggere e a scrivere richiede un impiego di tempo. E questo tempo viene inevitabilmente sottratto ad altre attività, che io ritengo cruciali per un bambino in età pre-scolare. Non dimentichiamo che la scuola materna è una sorta di "epoca d'oro", ovvero un momento magico della crescita in cui i bambini possono dedicarsi ad attività fondamentali per il loro sviluppo psico-fisico. Alla scuola materna, i bambini possono ancora giocare per ore, manipolare, ballare, cantare, imparare gesti e azioni manuali fondamentali per la crescita. Per esempio, sottoporre un bambino della scuola materna alla frequente compilazione di schede di pregrafismo significa, in parte, sottrarre del tempo a quel tipo di attività "fisiche" e sensoriali. Per me, è più importante che i bambini arrivino alla scuola primaria con competenze legate alla loro età (per esempio, sapersi allacciare le scarpe)» spiega Antonella Meiani.La chimera di evitare ai figli le difficoltàEntriamo qui in un terreno un po' ostico ma sicuramente sempre più attuale. Le mamme (ma anche i papà) oggi tendono a voler evitare difficoltà e impedimenti ai figli, a "rastrellare" loro la strada nella speranza di rendere la vita più facile e meno problematica.«Esiste una tendenza diffusa: il desiderio di evitare le difficoltà ai figli, di metterli in condizione di non soffrire (per esempio, attraverso errori e piccole delusioni). In questo modo, però, si dimenticano sia il ruolo della scuola, sia l'importanza dell'errore e della difficoltà per la crescita dell'individuo. Infatti, ci si evolve e si cresce proprio attraverso gli errori. E il ruolo fisiologico della scuola è quello di seguire esigenze e talenti del bambino, portandolo anche a sbagliare e a trovarsi in difficoltà (per difficoltà, non intendiamo abusi o gravi situazioni). Qui, i genitori svolgono un ruolo di sostegno e di incoraggiamento durante il percorso scolastico. Sostegno che, però, non dovrebbe mai diventare “invasivo"» conclude Antonella.Tutti i bambini devono essere felici. E la conquista della felicità passa anche dall'apprendimento e dagli errori, vissuti in un ambiente sereno in cui tutti i piccoli adulti di domani abbiano le stesse opportunità e imparino a valorizzare le differenze come ricchezze. L'ansia, la fretta e le angosce del mondo adulto non dovrebbero trovare spazio in un percorso che richiede tempo e pazienza. Buone "basi" sono importanti perché, poi, l'adultità sia più consapevole e finalmente anche più coraggiosa. 
  3. Vivere meglio
    Che cosa si intende per BMI? Il termine BMI identifica l'indice di massa corporea e proviene dall'acronimo in lingua inglese Body Mass Index. Il parametro pone in relazione il peso corporeo alla statura, per questo viene utilizzato come indicazione per una prima valutazione del soggetto. Ecco le cose da sapere sul BMI.BMI donneNel calcolo del BMI viene considerata normopeso una donna con indice di massa corporea compreso fra 18.50 e 24, considerando un'età fra 18 e 24 anni. Se il valore BMI è fra 25 e 29.99 ci troviamo di fronte a una condizione di sovrappeso, in genere considerato un eccesso di peso corporeo moderato in relazione agli standard fissati dall'Organizzazione mondiale della Sanità. L'indice di massa corpore è superiore a 30 evidenzia un problema di obesità. Tabella BMI   BMI                CONDIZIONE< 16                    grave magrezza16-18,49              sottopeso18.50 - 24,99        normopeso25 - 29,99            sovrappeso30 - 34,99            obesità classe I35 - 39,99            obesità classe II> 40                    obesità classe IIIFonte: Ministero della Salute BMI bambiniLa provenienza geografica può influenzare in modo sensibile i percentili del BMI in una fase delicata quale infanzia e adolescenza.Inferiore al 5° Percentile: sottopesoDal 5° all'85° Percentile: normopesoDal 85° al 95° Percentile: rischio sovrappesoSuperiore al 95° percentile: sovrappesoQuando l'età è inferiore a 18 anni, l'organismo vive una fase estremamente variabile, ecco perché quando si parla bambini vengono utilizzate le tabelle specifiche dei percentili. È importante ricordare che la valutazione non va utilizzata in senso assoluto o punitivo, bensì come indicazione generica in grado di esprimere lo stato di forma fisica. In particolare, nel caso di bambini e ragazzi bisogna considerare che un corpo giovane nel pieno dello sviluppo può assumere con più facilità nuove abitudini, ecco perché valori che indicano una tendenza al sovrappeso o all'obesità diventano una lettura preziosa per agire immediatamente. Grazie allo sport e a una dieta corretta è possibile aiutare i più piccoli, migliorando la crescita e lo stile di vita.BMI formulaL'indice di massa corporea, noto come BMI o IMC, dal termine in lingua inglese body mass index, esprime il rapporto tra peso e quadrato dell'altezza di un individuo. Utilizzato come parametro per individuare il peso forma di un soggetto, la sua formula è stata studiata dal matematico belga Adolphe Quetelet, il quale nel 1832 descrisse il rapporto fra peso e altezza come indice Quetelet, in seguito utilizzato negli studi sull'obesità.BMI valoriI valori BMI più bassi per quanto riguarda la categoria normopeso compresi fra 19 e 24 indicano un basso fattore di rischio per la salute. A valori più alti dell'indice di massa corporea corrispondono fattori di rischio maggiori, da moderati a alti o altissimi, nel caso di una condizione di obesità. All'aumentare del BMI, o IMC, infatti, aumenta il rischio di malattie come diabete tipo 2, disturbi cardiovascolari, disturbi ormonali, malattie articolari, difficoltà nel concepimento. La perdita di peso, una dieta sana e il cambiamento nelle abitudini di vita può portare a un sensibile miglioramento nello stato di benessere della persona.BMI: come si calcolaPer calcolare l'Indice di Massa Corporea misura il tuo peso e l'altezza. Dividi il peso, espresso in chilogrammi, per il quadrato dell'altezza, in metri: il numero ottenuto è l'Indice di massa corporea, BMI. Come indicato dalle linee guida del Ministero della Salute, è importante ricordare che l'indice di massa corporea BMI non consente di distinguere l'entità della massa muscolare, massa ossea e accumulo di grasso o contenuto di acqua, per questo è necessario evitare il fai da te e rivolgersi a uno specialista in grado di consigliare alla persona una valutazione completa dello stato di forma fisica, insieme alle indicazioni sulla dieta e lo sport più idonei. Non tenendo conto del rapporto fra massa grassa e massa muscolare questo tipo di valutazione è sconsigliata alle donne in gravidanza, anziani e sportivi.
  4. Vita sana
    Senso di pesantezza alle gambe, gonfiore, formicolii, tensione e dolore agli arti inferiori. Sono questi i campanelli d’allarme che possono preannunciare la comparsa delle vene varicose, ovvero di quei rigonfiamenti violacei, azzurrini o color carne visibili a fior di pelle che compaiono principalmente su gambe e piedi, la parte del corpo più soggetta ad un aumento della pressione venosa.  «Le vene varicose, o varici, sono vene superficiali, più o meno voluminose, che, soprattutto nella parte inferiore delle gambe, si dilatano e si ingrossano a causa di un malfunzionamento delle valvole interne ai vasi che regolano la risalita del sangue dai piedi verso il cuore» spiega il dottor Gianni Bonalumi, responsabile dell’unità di Chirurgia Vascolare dell’Istituto di Cura Città di Pavia.Se le vene perdono tono e le valvole venose non funzionano come si deve, infatti, invece che risalire verso il cuore, il sangue refluisce nuovamente verso i piedi, causando un sovraccarico che causa la dilatazione delle vene e diminuisce la capacità delle valvole venose di spingere il sangue dagli arti inferiori al cuore.SintomiOltre al tipico rigonfiamento contorto e grumoso visibile sulla superficie della pelle, le vene varicose possono manifestarsi con gambe doloranti e pesanti, gonfiore a piedi e caviglie, formicolio alle gambe, crampi muscolari (specialmente notturni), pelle secca e prurito localizzato sulla vena rigonfia.I sintomi solitamente peggiorano con il caldo o dopo essere stati in piedi per un lungo periodo di tempo, e possono invece migliorare quando si cammina o si riposa tenendo le gambe sollevate.Cause«Come tutti i problemi venosi, anche la comparsa delle varici ha all’origine una predisposizione genetica e un’ereditarietà familiare – afferma il dottor Bonalumi – Ma anche fumo, alcool, sedentarietà, parto e gravidanza, oltre ad alcune abitudini scorrette, come la tendenza a passare molte ore in piedi o con le gambe accavallate, possono influenzarne la comparsa».Tra le altre cause, poi, bisogna annoverare l’avanzamento dell’età, che può favorire la perdita di tono delle vene e causare l’indebolimento delle valvole che aiutano il sangue a risalire dai piedi verso il cuore, l’appartenenza al sesso femminile, poiché i cambiamenti ormonali durante la gravidanza, il ciclo mestruale o la menopausa tendono a rilassare le pareti delle vene, il sovrappeso e l’obesità.Come eliminarle«È possibile eliminare le vene varicose sottoponendosi ad una semplice operazione che si esegue in day hospital. Oggi possiamo contare su tecniche innovative e poco invasive che consistono nell’ablazione della vena safena [ndr. ovvero la chiusura della vena malata per escluderla dalla circolazione] con calore (laser o radiofrequenza) o attraverso la somministrazione di sostanze sclerosanti, in caso di varici di piccolo calibro. In questo caso, l’intervento viene effettuato sotto controllo ecografico con un’anestesia locale – spiega l’esperto – In presenza di varici voluminose, invece, è necessario procedere con un’incisione di pochi centimetri all’inguine e una alla caviglia o sotto il ginocchio, in anestesia spinale».PrevenzioneL’insufficienza venosa degli arti inferiori e le sue manifestazioni (vene varicose e “ragnatele” di capillari) colpisce buona parte della popolazione adulta dei paesi occidentali, una situazione determinata da uno stile di vita comunemente caratterizzato da sedentarietà e alimentazione scorretta.«Prevenire le vene varicose è possibile, oltre che molto importante, fin da giovani – spiega il dottor Bonalumi – Fare movimento con regolarità è la migliore soluzione, quindi camminare, andare in bicicletta o fare nuoto. Altri alleati del benessere delle gambe sono il sonno, dormendo con i piedi leggermente sollevati; un abbigliamento comodo, evitando capi molto stretti o aderenti; un’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura e povera di grassi. Consiglio l’uso di calze elastiche».

  5. L’adulto è custode dell’ambiente in cui vivono sia lui che il bambino: è questo il punto cardine della filosofia di Maria Montessori e da qui partiamo per scoprire come insegnare ai bimbi a riordinare. Succede in tutte le case: le stanze all’arrivo di un figlio si trasformano presto in un parco giochi, con macchinine, colori, pupazzi e tanti altri oggetti che invadono salotto e camera.L’ordine è indispensabile non solo per non fare impazzire le mamme, ma anche perché funzionale allo sviluppo dell’ordine interiore: tuo figlio sarà così in grado di concentrarsi di più e di conseguenza di imparare meglio. Un ambiente ordinato permette al bambino di vivere in modo ordinato. E non dimentichiamolo: secondo il Metodo Montessori ogni cosa presente nel luogo che dedichiamo ai bimbi deve avere un suo scopo. Quel che non serve non è necessario.Se quindi siamo noi ad offrire ai piccoli un luogo adatto allo sviluppo dobbiamo anche insegnare loro come riordinarlo. Ecco i nostri consigli per convincere il tuo bimbo a mettere a posto!L’esempio è indispensabileSe la mamma e il papà sono ordinati, lo saranno anche i bambini. Dare il corretto esempio quindi è importante fin da quando i tuoi figli sono molto piccoli. Credi che a un anno non si rendano conto di ciò che fai? Errore! I bambini sono come spugne e se tu mostrerai loro che, al termine di un gioco, quel che è stato usato va riposto, si abitueranno a pensare che sia la fase conclusiva dell’attività e diventerà così per loro una consuetudine.  Riordinare collaborando con mamma e papàSe in una prima fase inevitabilmente il compito del riordino è dei genitori, attorno ai due anni si può iniziare a chiedere al bimbo di collaborare: mettere a posto non deve essere vissuto come un momento frustrante, quanto necessario per poi passare alle attività che si vogliono fare successivamente. Chiedi a tuo figlio, con calma e pazienza, di aiutarti a riporre al proprio posto il materiale usato per il gioco e ricorda che l’ambiente non deve diventare disordinato o sarà difficile convincere il bimbo che la pratica del riordino è fondamentale.Educare il bambino alla manualitàOggi i nostri figli hanno difficoltà a concentrarsi perché subiscono tanti stimoli contemporaneamente. Anche la concentrazione però è una capacità che si insegna. Come? Attraverso attività di ripetizione. Travasare oggetti (puoi provare con delle noci o della pasta secca) da un contenitore all’altro e ripetere l’azione quando si è conclusa è un primo passo per abituare alla concentrazione. Organizzare insieme il gioco che si desidera fare, inoltre, è un modo per spiegare al bambino tutto l’iter di svolgimento, dalla preparazione (ad esempio la scelta dei materiali che serviranno) al riordino. Quest’ultimo passo risulterà fondamentale e completamente naturale.L’ordine parte dalla stanza del bambinoI giochi di tuo figlio sono gettati alla rinfusa? È difficile convincere un bambino che l’ordine sia importante se non lo si abitua a viverlo: organizzare la cameretta o il luogo della casa a lui dedicato in maniera ordinata fa sì che sia lui stesso a ricercare l’ordine. Dei contenitori di diverse misure, appoggiati su ripiani alla sua altezza, e organizzati in base alle peculiarità dei giochi (in uno mettiamo le costruzioni, nell’altro i colori, nell’altro ancora le macchinine o le bambole ecc), creano nel bambino un ordine mentale. L’esempio in questo caso sarà altresì importante: mostra a tuo figlio come rapportarsi con i contenitori e lui ripeterà l’azione in maniera naturale anche da solo. Nel Metodo Montessori non si spiega verbalmente, ma mostrando, così che il bimbo sia portato facilmente all’emulazione.